L’eredità spezzata – Conto alla rovescia

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di Igor Salomone

Avreste mai detto che avrei scritto un romanzo?

Chi non mi conosce, cioè il mondo intero, non si porrà questa domanda, naturalmente. Semmai si chederà cosa ci sia di strano: tutti scrivono un romanzo prima o poi. Per questo nessuno ha più tempo di leggerli.

Nella piccolissima nicchia di chi mi conosce, invece, la stragrande maggioranza penserà che anch’io, come tutti, alla fine ho scritto un romanzo. E che sono troppo impegnati a leggere le migliaia di romanzi in circolazione per avere il tempo di leggere il mio.

Resta un’esigua minoranza alla quale a tutti gli effetti la domanda iniziale è rivolta. Di questa esigua minoranza, una parte è composta da tutti quelli che a vario titolo si sono affaticati sui miei saggi pedagogici. Se hanno superato il trauma, forse questo post potrebbe risvegliare la loro attenzione.

Infine, la parte rimanente, oramai un residuo estremamente minoritario, in tutto quatto o cinque persone, è quella che da tempo mi chiede: perchè non scrivi un romanzo?

Ecco, in pratica questo libro è colpa loro. Se volete vi fornisco nomi e indirizzi.

Quindi eccolo qua. O, per lo meno, ecco qua copertina e titolo. Da oggi inizia il conto alla rovescia. Al momento in cui scrivo mancano esattamente 22 giorni 8 ore e 58 minuti. Ma già sono di meno, se volete restare aggiornati tenete d’occhio il countdwon sul mio sito.

Per ammazzare il tempo, oltre a rispondere alla domanda iniziale, mi piacerebbe provaste a indovinare che tipo di romanzo ho scritto. Avete una settimana di tempo prima che lo sveli pubblicando il secondo annuncio e la quarta di copertina.

Per non perdere l’occasione di lanciarmi nel fantastico mondo del book marketing, mi spingo a mettere in palio tre copie del libro che estrarrò tra chi riuscirà a indovinarne il soggetto. Astenersi quelli con cui ne ho già parlato, i primi lettori e i correttori di bozze…

Ho persino aperto una nuova fiammante mail dedicata: eredita.spezzata@gmail.com

Dai, aiutatemi a riempire l’attesa sino al secondo annuncio di mercoledì 21 febbraio! Pubblicherò la quarta di copertina, svelerò qualche elemento della trama e magari, se qualcuno me lo chiederà, potrei persino parlare dei motivi che mi hanno spinto a raccontare questa storia…

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Storie di onde

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di Irene Auletta

Passo il tempo a dirti fai piano, aspetta, stai attenta, guarda dove metti i piedi. A volte mi stanco io stessa nell’ascoltarmi mentre mi ripeto e immagino la tua fatica a tollerarmi. Ha ragione tuo padre quando mi restituisce un eccesso di responsabilità per ogni cosa che ti accade e che ogni volta riesce, immancabilmente, a farmi sentire mancante.

E così, mentre ti dirigi verso il mare, inciampi in un’onda e in un attimo ti vedo distesa a terra. Mi costringo a guardarti rimanendo a distanza contenendo quel bisogno di proteggerti sempre da qualsiasi imprevisto o piccolo incidente. Aspetta, fai piano, non correre. Ma stavolta lo dico a me mentre mi avvicino lentamente per verificare che sia tutto ok.

Appena mi vedi sorridi e intravedo solo l’eco di una piccola paura. Ti aiuto a rialzarti e dopo un piccolo abbraccio ti invito ad andare. Vai tranquilla, la mamma rimane qui e ti guarda da lontano che ormai sei grande. Lo dico a te e lo ripeto a me mentre ti guardo allontanarti felice tra le onde. Ogni tanto ti fermi e guardi verso riva e ogni volta ti dico vai, vai tesoro!

Le onde ci fanno compagnia e con il loro eterno movimento ci ricordano il ritmo dell’esistenza tra tenere e lasciar andare. Cambi tantissimo espressione a seconda di dove orienti lo sguardo, se dentro di te o verso il mondo. Me lo hanno detto di recente e mi sembra una bella verità.

Lascio le ombre li dentro a riposare per un po’ e sorrido all’orizzonte. Vai amore! Prova, insisti e riprova. Prenditi un po’ di libertà mentre io assaporo il gusto dolce e salato della distanza.

Vengo dopo il tiggì…

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Se a qualcuno interessasse, domani, domenica 25 marzo alle 15.30 sono in tv su Tgcom24, in un momento di approfondimento sul tema della disabilità. Che altro del resto…? Un’altra diretta dopo quella del La vita in diretta, appunto. Non ho la più pallida idea di quello che mi chiederanno, ma del resto anche con Liorni è stata la stessa cosa. Inizio a farci il callo. Il buffo è che me l’hanno proposto ieri sera mentre stavo andando a tenere una serata sulla, indovinate un po’? Non chiedetemi perchè ho detto di sì. Al momento ho deciso che non mi pongo questa domanda. Eventualmente alla decima comparsata televisiva mi chiederò perchè ci sono andato…

Faccia da tv

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In attesa di riuscire a scaricare la registrazione della mia partecipazione a La vita in diretta, ho salvato su Youtube l’intervista di maggio a Il senso della vita. Poi semi chiamano a Sorgente di vita e a Cambio vita… vi faccio sapere.

2011 – Il Report annuale di WP sul blog…

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Questo è davvero notevole. Il servizio di Report annuale di WordPress sul proprio blog. Anche divertente.

Cliccare qui per vedere il rapporto completo.

La vita è uno spettacolo

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Mercoledì 11 gennaio sarò di nuovo in tv. Su Rai 1, a La vita in diretta, dalle 17.30 in poi, penso. Sembra che i programmi sulla “vita” abbiano una predilezione per il sottoscritto. Dopo Il senso della vita e La vita in diretta, temo mi vorranno a Sorgente di vita, Cambio vita, I migliori anni della nostra vita e via sopravvivendo. Naturalmente a parlare di vita, appunto, con la disabilità.

La cosa doppiamente curiosa è che nello stesso giorno uscirà per la Erickson la terza edizione di Con occhi di padre con un sottotitolo tutto nuovo: Viaggio intorno a quel che resta del mondo, senza che ci sia stata alcuna predeterminazione. A volte il caso… Buona compensazione, del resto, visto che la mia prima volta in tv da Bonolis, non solo sono andato in onda a notte fonda, ma in quel momento il libro era esaurito e introvabile. Successo di pubblico, ma flop pazzesco dal punto di vista del marketing.

Speriamo questa volta vada meglio. In ogni caso che ci volete fare, così è la vita…

Ah, quasi dimenticavo: terza edizione significa nuove parti che assommate alle nuove della seconda, fanno per chi ha visto sola la prima un bel po’ di pagine in più.

Zigulì

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Massimiliano è un mio amico. Ci siamo incrociati nel mitico parchetto sotto casa qualche anno fa. L’ho visto arrivare spingendo cupamente un passeggino con un bambino piccolo che a tutta prima sembrava avere qualche problema. Con occhi di padre è stato un passaggio di incontro importante tra noi. Era rimasto sinceramente colpito dal mio aver voluto scrivere di quello che mi era successo con la nascita di mia figlia. Colpito è la parola giusta. “Mi hai preso a pugni” mi disse dopo averlo letto.

Sono passati anni, anche lui evidentemente ha compiuto un importante percorso. E scrivere queste pagine sicuramente sono state di questo percorso una tappa importante. Come lo erano state per me. Ora escono e sono a disposizione dello sguardo di ognuno. Spero volino il più possibile. Spero anzi che si incontrino con le mie da qualche parte nel mondo, come noi due a suo tempo ci siamo incontrati nella piazzetta sotto casa.

Non è facile digerire ciò che ha scritto Massimiliano, neppure per me che certo non difetto di cinismo… Ha deciso anche lui, si vede, di mollare qualche pugno. Ma è importante prenderseli quei pugni, e dunque leggerle. Del resto, ne sentirete parlare.

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