Vantaggi del consulente pedagogico

Lascia un commento

20120504-123142.jpg

…pranzare sulla terrazza sopra mare in attesa del corso pomeridiano. La terrazza e sui Bastioni di Cagliari. Il consulente pedagogico di Milano…

Commiato

5 commenti

Chiavi consegnate. Lavoro finito. Non so se mi fa più effetto essermi chiuso per l’ultima volta la porta alle spalle, quella stessa porta che varco da tredici anni, o salutare un posto ormai vuoto che non è già più il tuo posto. Anzi, si sta già mettendo in mostra per cadere tra le braccia del prossimo che se lo filerà. Il tempo di andartene e quello sta già gridando ai quattro venti che è libero e immediatamente disponibile, qualcuno si faccia avanti prego. A volte occorre separarsene per capire quanto un amore potesse essere mercenario…

A ogni modo, lasciarsi alle spalle qualcosa, mi era già accaduto e conosco la sensazione, significa accorgersi d’improvviso che non ce l’hai più sulle spalle. Dunque, è inevitabile sentirsi più leggeri. Anche. Mi sentivo così stamattina, a tu per tu con un cliente nuovo, tratteggiando davanti ai suoi e ai miei occhi uno scenario che prefigurava un altrove rispetto a quel posto di cui di lì a poco avrei consegnato le chiavi. Non fossi stato già in procinto di salpare, quell’incontro mattutino l’avrebbe richiesto prepotentemente.

Quando lasci, te ne vai. E se vai, vai da qualche parte. Non vai per tornare, ti metti in viaggio alla ricerca di un nuovo posto, di un nuovo progetto, di un nuovo te stesso. Puoi cambiare compagni, ma non è necessario, possono restare gli stessi o qualcuno di meno e raccoglierne altri, pochi, tanti, per strada. E’ la storia che occorre cambiare e per farlo quella vecchia va lasciata. Consegnando le chiavi. Chiudendoti  la porta alle spalle.

(Dedicato a tutte e tutti quelli che si sono chiusi prima di me quella porta alla proprie spalle. Forse precedendomi lungo la via che conduce alla prossima)

2011 – Il Report annuale di WP sul blog…

Lascia un commento

Questo è davvero notevole. Il servizio di Report annuale di WordPress sul proprio blog. Anche divertente.

Cliccare qui per vedere il rapporto completo.

Standard&Spectre

2 commenti

20120114-095459.jpg Sono cresciuto con la fantasia che il mondo fosse governato dalla Spectre. Poi sono cresciuto, appunto, e ho capito che la Spectre non esiste. Poi sono cresciuto ancora e ho imparato che ci sono le Agenzie di Rating

Palcoscenici e allestimenti

1 commento

Oggi ho terminato un percorso di supervisione. Temi ricorrenti: corpi, spazi, disposizione, percezione del rischio. Sembra che Difesa relazionale faccia spesso capolino anche in setting molto diversi…

Comunque è venuto a un certo punto di parlare dello Spazio neutro, un servizio che si è piuttosto diffuso in questi anni. Luogo di incontri protetti tra genitori e figli che per qualche motivo non possono vedersi se non in quel posto. Dunque uno spazio attraversato da relazioni difficili che in quello spazio possono trovare un’occasione di incontro.

Mi sono chiesto spesso perchè chiamarli “spazi neutri”. Ovvio, ci sono mille motivazioni, ma i nomi sono importanti e producono immaginari talvolta pesanti. Ho pensato che il nome potrebbe trovare un senso se immaginato come un palcoscenico. In fondo il palcoscenico è per sua natura neutro, sin quando non viene allestito. Ovvero sino a quando non viene creata la scena che caratterizzerà la rappresentazione. Forse dunque è questo uno “Spazio neutro”: un palcoscenico vuoto che di volta dovrebbe essere allestito per quell’incontro particolare. Strutturato con ciò che di quell’incontro e a quell’incontro deve parlare.

A ogni modo, lo scritto che ho appena messo nella sezione Scritti, La scena educativa, mi pare possa fornire spunti importanti. Dunque rinvio nuovamente alla sua scheda.

.

La vita è uno spettacolo

2 commenti

Mercoledì 11 gennaio sarò di nuovo in tv. Su Rai 1, a La vita in diretta, dalle 17.30 in poi, penso. Sembra che i programmi sulla “vita” abbiano una predilezione per il sottoscritto. Dopo Il senso della vita e La vita in diretta, temo mi vorranno a Sorgente di vita, Cambio vita, I migliori anni della nostra vita e via sopravvivendo. Naturalmente a parlare di vita, appunto, con la disabilità.

La cosa doppiamente curiosa è che nello stesso giorno uscirà per la Erickson la terza edizione di Con occhi di padre con un sottotitolo tutto nuovo: Viaggio intorno a quel che resta del mondo, senza che ci sia stata alcuna predeterminazione. A volte il caso… Buona compensazione, del resto, visto che la mia prima volta in tv da Bonolis, non solo sono andato in onda a notte fonda, ma in quel momento il libro era esaurito e introvabile. Successo di pubblico, ma flop pazzesco dal punto di vista del marketing.

Speriamo questa volta vada meglio. In ogni caso che ci volete fare, così è la vita…

Ah, quasi dimenticavo: terza edizione significa nuove parti che assommate alle nuove della seconda, fanno per chi ha visto sola la prima un bel po’ di pagine in più.

Il gesto che funziona

Lascia un commento

Google, amico Google… Stavo facendo una ricerca libera con la chiave “gesti che funzionano”. Così, una riflessione del tutto attuale e legata anche allo sviluppo di Difesa relazionale, vedasi qui e qui, e in cosa mi imbatto? in questo:

http://genitoricrescono.com/quando-mamma-papa-arrabbiano/

Che centra con i gesti, certo, che possono funzionare o meno, ma centra sopratutto con l’altro percorso di lavoro che mi sta impegnando, quello sulla Consulenza pedagogica, il suo senso e la sua possibilità. Giusto ieri riflettevo con Salvatore Guida e con Daniela Mainetti, durante la progettazione dell’evento sulla consulenza pedagogica che abbiamo in programma (vi terrò aggiornati), sul tipo di bisogni cui risponde questo intreccio di pratiche sociali fatto di consultazioni, gruppi di autoaiuto, counseling, coaching, supervisione, formazione, seminari e via con tutto l’armamentario pedagogico vecchio e nuovo. E i bisogni, voilà, sono chiarissimi ed esemplari nel posto che ho linkato. Insomma, nessuno può farcela da solo a educare, occorre l’esperienza degli altri che va dunque trasmessa orizzontalmente (nello spazio) e verticalmente (nel tempo). Qualsiasi cosa sia la consulenza pedagogica, ha il compito di raccogliere questo bisogno individuale (e necessità culturale) accompagnandolo nella sua evoluzione.

Older Entries

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: