Battiti lunari

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di Irene Auletta

Come mutano e si trasformano i sentimenti dei genitori, insieme alla crescita dei loro figli? Me lo chiedo spesso e immagino che accada in modo significativo, segnando un valore aggiunto alla genitorialità e alle sue forme più mature.

Io questo cambiamento fatico a viverlo perché la nostra relazione, figlia mia, passa ancora e tanto da emozioni viscerali, soprattutto quando sono troppo lontana da casa o quando non stai bene e devi affrontare una delle tue numerose prove di vita.

Qualche giorno fa. Di ritorno da un viaggio guardo la signora al mio fianco e la tenerezza del ricordo mi invade. Avevi solo sei mesi quando io e te da sole abbiamo affrontato  il nostro primo volo per andare a trovare i nonni e la pediatra me lo aveva subito consigliato. Poco prima del decollo attaccala al seno così vedrai che non avrà problemi. Così avevo fatto e lo stesso gesto di questa madre me lo ricorda con forza e tanta emozione.

Sarà che sono un po’ psicolabile quando non ti vedo da qualche giorno ma in quel momento, al solo pensarti, mi sono accorta di avere gli occhi lucidi di quando mi manchi nella carne. Ma alle madri che hanno figlie ventunenni come te accadrà lo stesso? E quali forme prenderà l’amore evolvendo da quelle più primitive? 

Io e te siamo condannate a cercare strade per crescere che, per ogni passo, richiedono di superare ostacoli a volte davvero impegnativi. Così ogni tanto tu sembri un’eterna piccina e io la mamma di una bambina piccola. Che difficile crescere tesoro.

Sabato mattina. Fare alcune scelte non è semplice ma decido di mantenere una promessa e così, io e te, andiamo a ritirare un premio a Forte dei Marmi. Per fortuna viaggiare ti piace molto ma la gestione di una giornata fuori casa e in un contesto sconosciuto è sempre una prova piena di tante incognite. Ce lo ripeto in alcuni passaggi un po’ critici,  che siamo grandi e che ce la facciamo.

E così stamane, ancora tanto orgogliosa di te, mi pare sia accaduto qualcosa di magico quando penso alla giornata di ieri e a quella scena, che ha spazzato via tutte le fatiche. 

L’organizzatrice della premiazione, con lì vicino il libro di tuo padre, mi chiede sottovoce il tuo nome poco prima di annunciarlo al microfono.  Ritira il premio sua figlia Luna 

Il cuore ha battiti tutti suoi.

Il tempo dell’incontro

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di Irene Auletta

Giorni complessi di tempo sospeso, inedite libertà, silenzi assordanti, gioie malinconiche e tanta, tanta mancanza. Stamane al risveglio la casa mi ha accolta piena della tua assenza resa ancora più forte anche da quella di tuo padre. Da quanti anni non mi svegliavo più da sola nella mia casa? Certo, mi accade sovente di viverlo in camere di albergo che mi vedono transitare per motivi di lavoro ma la casa ha un sapore assai differente.

Incredibile come tu riesca a riempire ogni spazio della nostra casa, e della nostra vita, con la tua presenza silenziosa e tante volte anche parecchio ingombrante.

Ti vedo arrivare in quel pulmino con i vetri oscurati dove a fatica identifico il tuo profilo e mi ritrovo curiosa a immaginarmi la tua reazione. Cadrai improvvisamente in un abbraccio presa alla sprovvista oppure mi terrai a distanza per riprendere il ritmo e i tempi necessari alle vicinanze del cuore?

Osservo il tuo corpo che salta sul sedile appena mi vedi e le nostre mani si salutano appoggiandosi al finestrino, dentro e fuori il pullman, con la delicatezza del vetro che ci separa quasi a garantire la gradualità necessaria alle emozioni forti.

Scendi con quell’aria da ragazza, seria ed emozionata. Io rimango ferma e solo il mio sorriso ti racconta quanto solo felice di vederti e quanto mi sei mancata. Ti avvicini molto lentamente e pian piano appoggi la testa vicina alla mia spalla autorizzandomi ad un abbraccio che mi arriva dolcissimo. Nè la corsa, né il rifiuto. Un’onda lieve che profuma di una nuova lentezza.

Verso casa il silenzio ci accompagna e capisco che ora hai bisogno di tempo. La casa ti riaccoglie e tu la riempi di tutta la tua bellezza, prima di crollare in un sonno che ti concederò solo per qualche minuto di riposo, a prevenzione di una prossima notte insonne.

Ti guardo riposare e finalmente torno a sentire quel pezzo di cuore che ti ha aspettata con un po’ di apprensione ma tanto felice per la tua inedita esperienza di libertà. Ti è piaciuto volare figlia? I sorrisi, a volte, raccontano mondi.

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