Count(s) down…

1 commento

locandina_dedali BOT

764123943_Elezioni-urne-voto

Strana questa fine di febbraio trascorsa scandendo due conti alla rovescia paralleli: la presentazione della nuova associazione, eredità ma anche no del glorioso Studio Dedalo consegnato ormai alla storia, e le elezioni politiche. Se doveva esserci un segno della tradizione nel passaggio dal vecchio al nuovo, eccolo: un calendario locale – serate, seminari, convegni – sempre e regolarmente in conflitto con quello globale – Champions League, mondiali di calcio, elezioni di ogni tipo – . Sia detto a imperitura memoria: non eravamo noi a mettere in agenda cose senza tener conto del Mondo, è il Mondo che ha sempre messo in calendario le sue cose senza tenere in minimo conto ciò che noi avevamo GIA’ programmato in precedenza… Dunque Dedali sembra nascere sotto i migliori auspici.

Visto però che i count down sono due, ne approfitto per augurare la massima partecipazione a entrambe le scadenze. Certo, lungi da me la supponenza di paragonare il futuro della nuova storia associativa a quello del nostro Paese, ma davanti alle urne avremo tutti quanti una grande responsabilità: imprimere una svolta decisiva al passato, raccogliendone il meglio e lasciandoci alle spalle ciò che va archiviato. Non è la stessa scommessa sulla quale nasce l’Associazione Dedali….?

Dunque, per una volta, la sovrapposizione di scadenze sarà virtuosa: tutti alle urne, per lo meno quelli che tengono  a vivere in un mondo più decente, e tutti sabato 23 mattina alla presentazione della nuova Associazione Dedali, per lo meno quelli che vogliono capire se i suoi scopi sono anche i loro e prendervi parte attivamente. Il miglioramento delle cose, dopotutto, parte sempre da quelle più vicine.

 

La violenza educativa. Imparare a difendersi, difendersi per imparare

Lascia un commento

Di Igor Salomone

Ormai manca poco. Sono mesi, questi, di grande riflessione sui temi del rischio, della violenza e della difesa nell’incontro educativo. Dopo il convegno di ottobre, Chi non rischia non educa e la giornata di studio bergamasca di gennaio, Scene pericolose, è alle porte il propedeutico La violenza educativa. Imparare a difendersi, difendersi per imparare, che si terrà a Torre degli Alberi, sopra Casteggio in provincia di Pavia, dal 25 al 27  febbraio. Tre titoli evocativi e, al tempo stesso, molto espliciti. La domanda è sempre la stessa: che rapporto c’è tra educazione e violenza?

Sarà perchè sono un uomo, sarà perchè pratico da decenni arti marziali, sarà perchè sono figlio del pensiero di Riccardo Massa, ma a me le visioni consolatorie e bonificate dell’esperienza educativa non sono mai andate giù. Che la violenza sia solo un dato del mondo con cui chi fa educazione deve fare i conti con piglio salvifico mi è sempre sembrata una favola edificante e un po’ miope. Le supervisioni professionali, e le esperienze di Difesa relazionale, grondano di gesti che tradiscono la violenza intrinseca nei luoghi educativi Una violenza sotto traccia, al di qua del limite di soglia, che si scorge ma non si impone ancora all’attenzione e senza la quale, del resto, non si riesce a comprendere come mai talvolta esploda diventando fatto di cronaca. Un fatto di cronaca, infatti, era stato l’elemento propulsore di Chi non rischia non educa, e l’elaborazione della struttura intrinsecamente “pericolosa” delle scene educative quello dell’incontro Scene pericolose.

Adesso mi attende La violenza educativa. Che è una nuova scommessa. Spero di riuscire ad afferrare il nocciolo della questione insieme a chi vi parteciperà: il diritto e la dignità pedagogica della difesa. Inizio la preparazione di quell’incontro. Vi terrò aggiornati. Intanto potete leggervi il documento di presentazione del seminario scaricandolo qui. E sulla pagina Facebook di Difesa relazionale, si può trovare anche qualche altro documento…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: