Cuoricini

6 commenti

cuoricinidi Irene Auletta

Nel mio lavoro incontro spesso genitori che attraversano impegnativi guadi dell’esistenza ma, quando ad essere coinvolti sono direttamente i bambini, le sfumature delle difficoltà si colorano di tinte ancora più intense. Bambini chiamati ad affrontare prove più grandi di loro che mentre hanno ancora il magone ti canticchiano il ritornello di un cartone animato stupendosi del fatto che anche tu lo conosca.

Bambini capaci di tutto, capaci di parlare di fiori gialli mentre stanno attraversando un’esperienza che per molti adulti sarebbe ai confini del sostenibile.

E’ così che ti faccio vedere la mia foto del profilo Facebook con tanti fiori gialli. Che ne dici di questi? Li osservi attento e poi ne cogli uno nella moltitudine di splendenti. “Questo però è appassito … Sembra stanco”.

Io non interpreto, ma sento. Ascolto in silenzio un piccolo cuore che batte forte, incapace di rallentare e travolto dai quesiti impossibili della vita. Ti sorrido mentre continuiamo a parlare e credo che la vita ti debba, seppur ancora così piccolo, una seconda opportunità. Ci sono adulti fragili che hanno figli fragili e non credo sia giusto puntare il dito accusatorio verso genitori che proprio non ce la fanno. Però i bambini, mi colpiscono nelle emozioni più profonde, lasciandomi spesso stordita e incredula non nella testa, ma nella pancia.

Durante la mia lezione Feldenkrais della settimana, l’insegnante ci accompagna in una lavoro di ascolto e ricerca di nuovi equilibri possibili. Le vedete le cinque linee del vostro corpo? Quella della colonna vertebrale e le altre della braccia e delle gambe?

Il pensiero mi scappa ancora a te e ai bambini che, come te, alternano le loro riflessioni sofisticate ad una camminata in punta di piedi che richiama alla memoria quella dei bambini piccoli alle prese con i loro primi passi. Fenomeno in aumento che proprio durante la lezione vedo chiaro nella sua espressione di squilibrio.

Ma lo sai che possiamo sentire e percepire cinque linee nel nostro corpo? Mi immagino la tua faccia attenta, alla ricerca del mistero. Come sarà per te il tuo nuovo equilibrio?

Quasi a destinazione ci raggiunge la pioggia di una nuvola isolata. Forse il cielo piange … ma forse ci sono anche degli angeli. Dici con il naso all’insù.

I bambini caduti sono capaci di guardare oltre e magari, proprio da là, un angelo li sta osservando.

Giganti in ginocchio

1 commento

fragilitàdi Irene Auletta

Ne parlavo proprio oggi con un gruppo di educatori, di quelle persone che sembrano intoccabili, forti e sempre sicure del fatto loro. Forse ci piace farci ingannare da tanta sicurezza perchè permette di nascondere un po’ delle nostre difficoltà o forse, a volte, risultiamo solo impreparati e spiazzati di fronte all’evenienza che, dietro all’apparenza, si possano manifestare fragilità o sofferenza.

Non siamo abituati a trattare alcuni temi e, soprattutto come professionisti, corriamo il rischio di sottovalutare la complessità di ciò che ci si dipana davanti agli occhi quando incontriamo le storie delle persone, piccole o grandi che siano.

Ascoltare le fatiche, le attese deluse, il senso di sconfitta e la percezione di impotenza, rischia di travolgere l’operatore  in un luogo con troppe ombre, dalle quali facilmente ci si difende con l’ironia, le battute sarcastiche o il pregiudizio.

Se accade è umano e credo che in alcune occasioni possa anche risultare una buona strategia per rimanere in equilibrio ma, è importante esserne consapevoli e poter tornare sui propri passi recuperando la competenza tecnica del proprio sguardo.

Ho ripensato ad un gruppo di operatori sanitari incontrati qualche tempo fa e abituati a rivestire un ruolo autorevole e di rassicurazione verso i loro pazienti. Quando sono emerse alcune emozioni legate ai temi della malattia, del dolore e della morte, ne ho visti diversi lasciarsi alle spalle l’armatura professionale, insicuri, ma anche molto interessati al nuovo percorso di ricerca offerto dal lavoro che stavamo svolgendo insieme.

Ci vuole molta umiltà e forza per rinunciare ad avere tutto sotto controllo, per riuscire a chiedere aiuto e a condividere delle difficoltà. Riguarda il medico, l’insegnante, l’educatore.

Bisogna stare attenti a non farsi ingannare dai giganti.

Anche per loro a volte urgono disinfettante e garze per medicarne le sbucciature.

Newer Entries