Spalle ballerine

Lascia un commento

di Irene Auletta

Ieri sera prima lezione di Feldenkrais, ripresa dopo la pausa estiva.

Il sentimento iniziale è spesso di fatica perchè organizzare tutto per uscire di casa alle otto di sera è cosa non sempre molto semplice, ma poi, già nel breve viaggio che intraprendo per arrivare alla sede del corso, recupero il senso e mi avvio a gustarmi il piacere dell’incontro.

Come primo incontro c’è una breve presentazione del metodo mentre tutti siamo già sdraiati a terra e l’insegnante ci introduce ad alcuni significati e alle peculiarità che hanno guidato la ricerca scientifica del suo ideatore.

Poi si entra subito nel cuore del lavoro e i partecipanti vengono guidati a compiere alcuni movimenti con il corpo, sempre con l’invito a fare lentamente e soprattutto, ad ascoltarsi e ascoltare ciò che accade. Attraversare una lezione per me è spesso un momento quasi magico, dove il resto del mondo viene sospeso e tutta la concentrazione è solo lì, in quello che sta accadendo a me e al mio corpo.

Ad un certo punto Angela, l’insegnante, invita a fare un movimento velocemente ma senza fretta e precisa subito che fra le due modalità c’è una grande differenza. “La fretta irrigidisce e crea contrazioni mentre la velocità libera”. Questa cosa mi sa che la devo sperimentare per capirla un po’ meglio ma già detta così mi intriga e mi pare esportabile a tanti altri contesti dell’esistenza.

La lezione si conclude e io mi sento decisamente meglio, anche se dare un nome al cambiamento non è sempre facile e, forse, non è neppure necessario.

Salgo in auto per ritornare a casa accompagnata da una musica di sottofondo e lì accade. Le mie spalle hanno voglia di ballare.

I miei doni più preziosi

Lascia un commento

di Irene Auletta

Quando racconto a qualcuno di come a mia figlia piace correre faccio sempre un po’ fatica a conciliare, soprattutto per chi la conosce, la sua andatura goffa fortemente impedita dalle difficoltà motorie, con quello che sto cercando di condividere con la mia affermazione.

In realtà proprio ultimamente ho capito perchè.

Pensando alla corsa, a tutti noi sfilano nella mente una serie di immagini che coinvolgono tutto il corpo in un movimento spesso molto atletico.

Per vedere correre mia figlia invece bisogna guardarla, perchè lei corre negli occhi.

Così, come accade sovente la mattina mentre ci prepariamo per affrontare la nostra giornata. Lei balla. Di un ballo tutto suo e io le dico che lei è una ballerina nel cuore e solo chi la guarda e l’ascolta davvero lo può capire.

Sono doni molto preziosi e come tutti quelli davvero importanti, non si possono offrire a tutti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: