di Irene Auletta

Luna ha una voglia incredibile di saltare e la esprime in particolare quando il suo corpo da voce alla felicità, alla sorpresa, al divertimento. Il salto parte dagli occhi, dal sorriso, da alcune peculiari sonorità e scende fino ai piedi.

Lì, però, si ferma quasi sempre perchè saltare è una cosa ma sollevare i piedi da terra è tutt’altra avventura.

Qualche giorno fa Luna ha incontrato il babbo che non vedeva da un po’, in un luogo anche poco accogliente e decisamente poco familiare. La gioia ha preso il sopravvento prima che l’emozione la portasse ad avvicinarsi di più a me. 

Il salto stavolta è arrivato fino ai piedi che, per una frazione piccolissima di secondi e per pochi millimetri, hanno lasciato la terra.

A vederla si sarebbe immaginato quasi un salto acrobatico per quanto tutto il corpo partecipasse con una gioiosità contagiosa e così, i pochi millimetri, si sono trasformati in un volo. Un volo di un attimo impossibile da intercettare per i disattenti.

Chi pensa che l’assenza di parole non racconti, è ancora fermo ad un mondo decisamente povero e poco creativo. Dobbiamo solo imparare a tacere anche noi, quando l’altro sta comunicando, per evitare di schiacciare tutto con i nostri suoni.

Ci vuole silenzio per ascoltare i battiti del cuore.

Ci vogliono occhi attenti per cogliere il mondo di emozioni che si esprime negli occhi altrui.

Ci vuole un corpo fermo, vicino ma non intrusivo, per permettere all’altro di vivere la sua libertà.

Ci vuole tempo e anche un pizzico di sogno, per sperare che qualcosa di questo genere possa continuare a germogliare.

Noi ne abbiamo. Soprattutto di sogni!