la festa a modo miodi Irene Auletta

Qualche anno fa ho partecipato ad un interessante progetto editoriale e culturale che ha visto la nascita e la pubblicazione del testo Maternità possibili. Con una delle due giornaliste bulgare che avevano avuto l’idea e colto lo spunto attraverso una testimonianza raccolta in face book, ho potuto condividere l’evoluzione di questo interessante progetto e diventare, come lei stessa mi ha detto più volte, la madrina italiana del testo.

Stavamo bevendo un caffè a casa sua. Senti, trattandosi di una raccolta di testimonianze di madri e non madri, un titolo pensato potrebbe essere Mimose … cosa ne pensi? 

Madri e non madri. Donne che portano la loro testimonianza rispetto al rapporto con la dimensione del materno. Penso a me, a come mi sento stretta inserita in qualsiasi categoria e forse mi perdo un po’ via nei miei pensieri mentre penso a un titolo più immediato.

Che ne dici di Le mamme possibili?

Il progetto è andato avanti per la sua strada, così come il testo nato e pubblicato sia in bulgaro che in italiano.

Oggi mi rimane lo spunto di quel titolo, di quell’idea, perchè mi piace pensare che la “festa della mamma” possa essere interpretata diversamente da tutte le donne. Chi ha figli e chi non ne ha, chi pensa alla propria madre, chi interroga, magari anche per professione, il proprio rapporto con il materno, chi si ritiene “speciale” per l’esperienza peculiare che attraversa insieme al proprio figlio.

In questi ultimi quindici anni, come madre, ho intrapreso un lungo e complesso percorso di ricerca e ogni anno, nella giornata della festa della mamma, mi sono ritrovata in una posizione diversa. Ma io, che mamma sono anzi, che mamma mi sento?

Mi ricordo ancora quando tanti anni fa mio padre ci coinvolse, me e mia sorella, nell’acquisto di un prezioso dono per mia madre. Una collana d’oro con un ciondolo a forma di cuore con all’interno una rosa in rilievo. L’ho rivista pochi mesi fa.

Ce l’hai ancora mamma? Figurati, certo che ce l’ho ancora e mi ricordo di quando me l’avete regalata, tu forse non avevi più di sette, otto anni.

Me lo ricordo anch’io mamma e questa giornata è per te. Per tutto quello che ti ho detto e per tutto ciò che rimane nel mio cuore.

Per te, perchè sai più di chiunque altro riconoscermi come la madre che sono e che ogni giorno mi permetti di essere, anche grazie al tuo sguardo.