Agoràmmo…

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In un’atmosfera alla Liga tra cosce e zanzare, il primo Agorà all’Anfiteatro Martesana di Milano è andato. Sei storie lette in un crescendo di intimità inaspettata. O forse attesa, ma non del tutto sperata. Educatrici ed educatori che raccontano, che scrivono, che leggono. Storie che val la pena di intrecciare. Il pedagogico è anche qui, nella tessitura fine di una narrazione collettiva che apre una conversazione senza un inizio e senza una direzione stabilita. Come accade sul web. Ma ne abbiamo parlato la sera prima, altrove. Il prossimo appuntamento è a novembre. Stay tuned. Ah, un appunto lo farei: troppo poche una trentina di persone per un evento così. Diamoci da fare. I materiali presto li troverete qui, ma non fatevi illusioni, esserci è un’altra cosa.

Alchimie virtuose

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Questo strano e improbabile gruppo che ha fatto nascere Chinonrischianoneduca, il convegno su educazione e rischio del 7 ottobre 2010, continua inopinatamente a funzionare. Ci siamo incontrati in Bicocca per il dettaglio della nuova iniziativa che prenderà avvio il 30 di giugno, Agorà, e nel giro di un’oretta l’abbiamo varata. A volte c’è da non crederci… Come mai funziona? per due cose direi, così, a occhio. La prima è che ognuno sta dentro l’idea dell’altro invece di voler sostenere a tutti costi la propria. La seconda, la più incredibile, che tutti sembrano assestati su quella che altrove ho definito “progettazione leggera”: si buttano lì idee sul come fare, giusto il tempo di ricapire il nesso con quello che si vuole ottenere, e poi via ognuno a farsi il proprio pezzo senza voler condividere ossessivamente il dettaglio di ogni più piccola operazione. Del resto il gruppo continua a chiamarsi “Chi non rischia non educa”…

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