Questo commento ha il sapore di un post. Per questo ho deciso di pubblicarlo. C’è una grande amarezza di fondo in queste parole. Non so se parlino alle mie per dire dell’impossibiltà di ciò che fanno intravedere. Ma non inporta. E’ proprio perchè certe cose sono sempre più difficili da praticare nei luoghi formali dell’educazione, che osservo con preoccupazione la tendenza dei genitori a non offrirle a loro volta. Mi chiedo se vogliamo arrivare ad avere porte antipanico anche nel proprio appartamento e se dobbiamo vietare alla nonna di preparare dei dolcetti perchè potrebbero essere veicolo di pericolose infezioni gastrointestinali…

 

“Un giorno è capitato, è capitato un giorno di dicembre che l’educatrice di un nido si sia messa a giocare con le foglie secche in giardino. E i bambini a seguirla, o lei a farsi seguire, o di tutte e due un pò…Non è che sia successo tutto e subito, ci è voluto un pò, come un pò ci mette la gallina a cercare nell’aia il vermetto. Ci è voluto un pò, un pò di tempo per farsi guardare. Ci è voluto un attimo per provare piacere, quattordici attimi per far com-prendere ai bambini la bellezza di “stare”, nel gioco del piacere e nel suo bello, tondo respiro. Chissà come mai. Forse perchè quei bambini erano tristi e addirittura violati in quel nido? Forse perchè quel nido era un posto di matti, poi finito sotto inchiesta? Forse perché lei stessa stava andando fuori di matto? Mah, non lo sa mica l’educatrice se la faccenda sia tutta qui. Un’altra volta, in un altro nido, si era tolta le scarpe, “per davvero”. E par far sentire ai bambini la sabbia “per davvero”, le era toccato di provare piacere. Errore, e il gelo intorno. Un gelo educativo intendo, mica emotivo. Recidiva la fanciulla, se, come sostieni, il piacere non è oggetto di laboratorio e, in quanto tale, non esponibile allo sguardo di infanti, dentro e fuori le stanze pedagogiche. Sempre ammesso che il piacere sottenda tutte e due quegli altri, che richiami gridando: il rischio e l’ esplorazione. Si domanda la fanciulla: che facciamo? i nostalgici, i post moderni, i qui-ed-ora? non lo sa la fanciulla che, tra il ruzzolare e il razzolare, sceglierebbe entrambi.Scafata e prudente, questa volta lo farebbe “per finta”, mica “per davvero”…
14 aprile 2008 14.56”