di Irene Auletta

Nei tuoi primi anni di vita ci è venuto in soccorso il classico cancelletto da porta che molti genitori di bambini piccoli conoscono bene, finalizzato a tutelare passaggi rischiosi. Il nostro utilizzo è stato protratto a lungo nel tempo, principalmente per proteggere i tuoi risvegli notturni e la possibilità che, aggirandoti per casa, potessi in pochi minuti metterti in pericolo, non ultima la tentazione di arrampicarti sulla scala del nostro letto a soppalco.

Qualche anno fa, rimanendo invariata l’esigenza di protezione notturna, si è reso necessario qualche correttivo e così la memoria delle mie estati al Sud, a casa dei miei nonni, ha fatto riemergere l’uso della porta a doppia apertura. Le avete presenti? Chiuse nella parte sotto e sopra aperte, sovente arredate con tendina di pizzo, a lasciar entrare il fresco desiderato nelle giornate più calde. Il tutto, naturalmente, a partire dall’esclusa possibilità di lasciarti chiusa a chiave in camera tua, senza possibilità di vedere fuori dalla stessa.

Da questi ricordi è nata la tua porta speciale, rispetto alla quale ti abbiamo subito coinvolta e che da sempre riconosci come la tua porta. 

Stamane siamo a casa da sole e di fronte ad un’emergenza non posticipabile, devo scendere in cantina lasciandoti da sola in casa, cosa che non accade mai. Con il cuore in gola ti dico che abbiamo bisogno dell’aiuto della tua porta magica e che devo lasciarti sola per qualche minuto. Accetti e rimani ad osservarmi mentre ti dico che torno prestissimo.

Allo stesso punto ti ritrovo qualche minuto dopo mentre arrivo di corsa e ti trovo serena e sorridente. Hai visto che mamma è tornata subito? Come te la sei cavata da sola? Mi guardi e indichi la tua porta ormai aperta e insieme la ringraziamo ridendo. Ci vedo le mie nonne a farti compagnia in quei brevissimi momenti e ancora una volta mi ritrovo a pensare che le cose davvero speciali, hanno radici antiche.

Io e te, a distanza di molti anni, affacciate ad osservare il mondo.