X Tesi sulla Consulenza pedagogica (aggiornamento)

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I Tesi. La consulenza pedagogica è un’esperienza educativa di secondo livello

Educare è un verbo transitivo e un’esperienza di incontro con l’altro. Si educa sempre qualcuno a qualcosa. Ma chi educa a educare?  È possibile pensare che non lo faccia nessuno? Che chi educa non abbia bisogno, prima o poi e da qualche parte, di imparare a farlo? Questa tesi assume che il bisogno di imparare a educare sia una necessità per l’educazione e la consulenza pedagogica una delle risposte possibili. La consulenza pedagogica, dunque, istituisce una nuova scena educativa che ha per oggetto l’educazione stessa, producendo un’esperienza di secondo livello.


II Tesi. La consulenza pedagogica trasmette i saperi educativi

L’educazione ha da sempre a che fare con la trasmissione dei saperi, compresi i saperi sull’educazione che trasmette, lasciandosi in eredità. Un’eredità articolata in una moltitudine di conoscenze originariamente incorporate nel gesto educativo, oggi consegnate a una bibliografia sterminata. La consulenza pedagogica, di questo grande lascito culturale, raccoglie i saperi educativi orientati alle scelte, al gesto, alle strategie d’azione, legittimando ed elaborando risposte alla domanda: “come si fa a educare?”.


III Tesi. La consulenza pedagogica mette in scena una struttura sociale 

Il villaggio che, tutto intero, educa un bambino, non esiste più da tempo. Resta però un mito radicato, metafora di una struttura sociale del tutto estinta, che era compresente e coassiale all’esperienza educativa. Nel mondo che conosciamo, la struttura sociale che fa da sfondo all’educazione è disaggregata, in larga misura altrove, temporalmente sfasata, iper diversificata e fuori asse. La consulenza pedagogica è un frammento di questa struttura dispersa che ricompone, convocandone simbolicamente gli attori nel proprio setting.


IV Tesi. La consulenza pedagogica indica il gesto educativo

L’esperienza educativa originaria, è una struttura d’azione pubblica e condivisa. I gesti nei quali si materializza l’educazione, sono immediatamente disponibili allo sguardo di tutti gli attori coinvolti. Ma la dispersione della struttura sociale ha occultato il gesto educativo, segregandolo nei mille luoghi nei quali si compie e creando il bisogno diffuso e cogente di rivederlo. La consulenza pedagogica è un luogo per scorgere il gesto educativo e indicarlo, per riconoscersi sia nei gesti ricevuti che in quelli compiuti, per rispecchiare i propri nei gesti dell’altro.


V Tesi. La consulenza pedagogica sostiene, promuove e sviluppa la capacità di identificare, differenziare e declinare la scena educativa

Obiettivi, eventi, gesti, atteggiamenti, strategie, assumono significati molto diversi da un luogo all’altro, creando un’irriducibile pluralità di esperienze educative. Frutto di una lunga storia di differenziazione sociale, la molteplicità degli orizzonti di senso disorienta e, assieme, arricchisce il panorama esistenziale in modo inedito. La consulenza pedagogica aiuta a riconoscere e declinare  il senso dell’esperienza che ogni singola scena educativa offre, ancorandovi la progettualità, le strategie d’azione e i processi valutativi.


VI Tesi. La consulenza pedagogica sostiene, promuove e sviluppa la capacità di definire e trattare i problemi sulla scena educativa

Educare è una struttura d’azione e agire vuol dire affrontare problemi attribuendo significati. Dunque l’esperienza educativa e l’incontro con i problemi sono intimamente connessi e risiede nel modo di affrontarli. L’esplosione della complessità ha reso più difficile questo processo e stimolato strategie che puntano a prevenire, risolvere efficacemente, curare. La consulenza pedagogica attribuisce valore all’incontro con i problemi sulla scena educativa, aiutando a definirli e  a trattarli, per poter imparare nello spazio compreso tra il loro insorgere e il loro dileguarsi.


VII Tesi. La consulenza pedagogica sostiene, promuove e sviluppa la capacità di convocare e trasformare nella scena educativa i saperi sul mondo

Il mondo è una struttura di saperi condivisi e ogni sapere è sempre e comunque un sapere sul e del mondo. Un mondo che esiste perchè si trasmette, trasformando le conoscenze acquisite in saperi condivisi. La moltiplicazione esponenziale delle conoscenze ha però disarticolato questa struttura originaria, facendo apparire l’educazione irrimediabilmente asincrona rispetto a ciò che dovrebbe trasmettere. La consulenza pedagogica aiuta a convocare i saperi sul mondo, incarnandoli in ogni singola scena educativa, per restituirli al mondo trasformati.


VIII Tesi. La consulenza pedagogica si reca, è convocata e opera ovunque si trovi una scena educativa

La consulenza pedagogica si occupa di qualsiasi problematica sociale, disagio individuale, processo di apprendimento, crescita professionale e sviluppo organizzativo, proiettati sulla scena educativa. Con la formazione, la supervisione, la consulenza operativa, la consultazione individuale e familiare, la progettazione di servizi, strumenti, eventi e la ricerca valutativa, offre a individui,  gruppi familiari e sociali, scuole e servizi di ogni ordine e grado, associazioni e imprese del terzo settore, istituzioni pubbliche e private, aziende, il proprio particolare sguardo sul mondo.


IX Tesi. La consulenza pedagogica è responsabile della propria definizione

Una disciplina scientifica o professionale, è una prospettiva particolare sul mondo e, come tutte le prospettive, va declinata dal proprio punto di vista. La consulenza pedagogica si articola in un sistema di pratiche che si sviluppano nell’incontro con i bisogni, le aspettative, le motivazioni, le risorse e le domande dei suoi destinatari, definendo un dominio d’azione e operando su un sistema specifico di significati. Dunque la costruzione dei propri saperi e la definizione del proprio statuto disciplinare, sono di sua esclusiva pertinenza.


X Tesi. La consulenza pedagogica è responsabile della propria trasmissione

Ogni sapere tecnico e professionale, si nutre di saperi che arrivano da una molteplicità di approcci disciplinari. In quanto sapere tecnico e professionale, però, poggia su un sistema di pratiche che viene da e torna a chi lo esercita. La consulenza pedagogica, quindi, ha bisogno di una pluralità di conoscenze scientifiche per esistere ma può esistere solo se trasmette i saperi che derivano dalle proprie pratiche professionali. Per questo la consulenza pedagogica, nella formazione universitaria e nei circuiti professionali di specializzazione, tirocinio e supervisione,va insegnata da chi la pratica.

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