La rabbia e il gesto

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Rabbia, conosco la rabbia. L’ho portata con me per molto tempo, o forse è stata lei a portami, a trascinarmi con sè. Ho le mie ragioni, del resto chi non ne ha? anche chi non ne avrebbe, comunque, riesce a inventarsele. Con estrema facilità. Nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, oso affermare che le mie ragioni sono più valide di altre e riesco anche a comprendermi. L’ho fatto, voglio dire, mi sono compreso un bel po’. Eccheccavolo! avrò diritto o no di essere incazzato? No. I sentimenti non sono terra di diritti, semmai lo è la loro espressione. Bene, allora la questione è che ho diritto a esprimere la mia rabbia e che le anime belle se ne facciano una ragione, anche se le può destabilizzare urtandone la delicata suscettibilità. Perchè, però, quando l’ho fatto mi sono sentito un imbecille?

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Amare il proprio ruggito

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Di Irene Auletta

Per anni ci hanno insegnato a trattenerci, a non esprimere, a mantenere le buone maniere e così siamo diventati esperti di quel sorriso tirato che ho riconosciuto tante volte sul mio viso e riflesso in quello di tanti altri, donne e uomini.

Ci sono voluti anni di lavoro, l’incontro con la bioenergetica, la provocazione continua della vita e gli schiaffi sempre più forti dei drammi dell’esistenza, per farmi alzare lo sguardo e volgerlo altrove.

Ci è voluto l’incontro con il mio limite e la pazienza degli eventi che, come gocce cinesi, non hanno smesso di far incontrare fuoco e benzina.

Una maestra mi ha aiutato a vedere, incontrare ed avvicinare lo strano minuetto giocato dalla rabbia e dal dolore, dalla passione e dalle emozioni, dall’insegnamento di trattenere e dal bisogno di lasciar andare.

Alla fine ce l’ho fatta. 

Prima è comparso il rantolo, soffocato, chiuso in gola e trattenuto negli occhi.

Poi è esploso il ruggito o, come direbbe Clarissa Pinkola Estes, ho incontrato la lupa  e con lei, ho iniziato una folle corsa.

Tutto il resto è una nuova storia, ma oggi, negli occhi altrui, nei finti sorrisi, nelle parole di circostanza, negli sguardi sinceri, scopro mondi nuovi e ricchi di significati.

Ogni tanto lo sento, il mio ruggito, e gli sorrido perchè ho imparato a volergli bene e a capire cosa sta cercando di dirmi. 

O quanto meno ci provo.

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