Lezioni di pedagogia interazionale
A parte il maledetto correttore automatico che persiste nel ridefinirla “internazionale” a ogni piè sospinto, la pedagogia cui fa riferimento il titolo è ciò che per varie vie sto tratteggiando da quando ho iniziato a occuparmi di problemi educativi. Il che significa che tracce significative della medesima si trovano anche altrove, in primis sul testo Il setting pedagogico ma non solo. Per non costringere però ognuno e anche il sottoscritto a inseguire queste tracce per ogni dove, nel 2000 decisi di proporre un ciclo di lezioni dedicato a questo approccio nell’ipotesi di metterne in fila i tratti fondativi. Era l’inizio del millennio e certe illusioni possono pure essere perdonate, mi pare. Comunque, a seguire iniziò il viaggio supplementare, non insolito per queste operazioni, della raccolta, trascrizione e sistemazione delle lezioni medesime in vista della pubblicazione di un libro. Questo. Leggere l’anno di pubblicazione per farsi un’idea del tempo che c’è voluto.
E’ stato in ogni caso un altro bel viaggio, vissuto in compagnia di due ottimi e antichi collaboratori dello Studio Dedalo, Cristina Gambalonga e Renato Pacchioni, che si sono sconsideratamente presi cura della cura del libro. Ne è risultata un’opera più leggibile di quanto non lo siano quelle scritte di mio pugno, e questo un poco mi indispettisce, ma il fatto che gli studenti mediamente preferiscano questo testo a Il setting pedagogico che ne sta alla radici, temo sia una conferma.
Il libro ha un’altra particolarità della quale sono fiero: non è nelle librerie. Nel senso che la scelta fu di pubblicarlo in proprio senza distribuzione alcuna dunque, ma con un grande vantaggio: non ho mai dovuto cedere i diritti. Questo il motivo per cui è possibile scaricarselo integralmente. La sua pubblicazione è regolata in pratica secondo i principi dell’open source. Usatelo come volete, copiatelo, incollatelo, fateci un patchwork, purchè citiate sempre la fonte.
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a cura di Cristina Gambalonga e Renato Pacchioni


Salutando Gutemberg « Cronachepedagogiche
lug 01, 2011 @ 13:15:42